UN SISTEMA PER TUTTO


Flickr by Kzamani

Un sistema per ogni cosa, per far funzionare un computer, per decidere quando muoversi, mangiare, uscire, vivere insomma.. Un sistema, così dice Wikipedia, è un "insieme di elementi o sottosistemi interconnessi tra di loro o con l'ambiente esterno tramite reciproche relazioni, ma che si comporta come un tutt'uno, secondo proprie regole generali". Una definizione che non fa una piega, direbbe uno come Pitagora, una definizione che però apre a moltissimi dubbi, a meno di rinunciare a cercarli. Del resto, vivere in un sistema interconnesso è una condizione non ricercata, casuale quanto necessaria, possiamo averla davanti e non vederla, è normale anche questo. Il problema però è che senza vederla potrebbe essere difficile, forse molto pericoloso, prendere delle decisioni e, ancor peggio, prenderle per altri. Meglio, in definitiva, ripartire dal sistema informatico, molto più rassicurante e lineare, almeno in superficie.

Immagine Pareto
Immaginare un sistema sociale, più o meno maturo, autoregolamentato, è un'operazione troppo parziale e potenzialmente rischiosa. Parziale perché i fattori che influenzano i cambiamenti potrebbero risultare minori di quelli effettivi, rischiosa perché, sempre con un approccio sbrigativo, si rischierebbe di condizionare ogni aspetto alla base economica delle realtà. Eppure questa differenziazione è stata verificata in molte occasioni e, in qualche modo, inizia ad essere percepità dalla base, il principio paretiano. In altre parole, ci racconta come dietro ad un effetto, le cause più importanti non siano poi moltissime, e la distribuzione paretiana, chiamata così in suo onore, lo dimostra anche con le formule..
Tornando a noi però, e per sintetizzare, iniziamo a chiarire un aspetto che davvero, a pensarci, non è facile da accettare, non senza rinunciare a quella sensazione di inequità e disuguaglianza che è sempre stata alla base del nostro sistema sociale: una piccola elite organizzata decide e controlla una grande massa di persone. Se potessimo quantificarla oggi, potremmo semplificare dicendo che il 20% della popolazione decide e controlla, con diversi meccanismi, alcuni difficili da vedere, la restante.
 
immagine wealth

Se leggiamo con un po' di attenzione questo grafico, questa piramide (sempre difficile da rovesciare), possiamo vedere che in alto, all'incirca per il 20% del totale, risiedono tutte le risorse per decidere, incidendo nel tessuto sociale, modificando quanto basta per mantenere il sistema in una sorta di  autorigenerazione.
Ma se ogni possibilità è legata alla struttura del sistema, se ogni cambiamento è legato alle interconnessioni sulle quali agire, dove poter far leva per modificare una parte o tutto il meccanismo, con i suoi confini e le sue influenze?
Un sistema si muove come un tutt'uno, ma un sistema è anche una composizione, un'area che sì, delimita, ma anche gestisce dei componenti in qualche modo unitari. Il sistema tende ad "autoreplicarsi", ad assorbire gli input esterni per mantenersi come in origine. Anche un virus, in fondo agisce nello stesso modo: è un principio analogo alla teoria, evoluzionistica, dei memi.
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Tutto quello che in qualche modo si trasmette può essere replicata, impiantata su un altro che ne assorbe geneticamente, socialmente o meccanicamente le proprietà specifiche, seppure, lentamente e a volte impercettibilmente, adattandosi costantemente all'ambiente che la circonda e con cui interagisce. Maggiori gli stimoli, maggiori gli adattamenti quindi. Da qui si può leggere in una qualche forma, un'idea di cambiamento in relazione con una protezione, una resistenza. Tutto cambia, ma ogni sistema, in qualche modo, resiste.