L'INCONTRO E IL VIAGGIO


Image by Eric C. Brian

Provare ad entrare, a passare da qualche parte senza sentirsi ospiti, abituarsi ad un posto e volerci ritornare. Forse l'idea di casa è proprio questa, l'idea di iniziare a spostarci, a muoverci, a viaggiare sapendo di voler e poter ritornare comunque in un punto che era nostro. Il viaggio visto così mi ha sempre spaventato un po', ho sempre pensato che viaggiare non possa separarsi dal rimetterci in discussione, sapendo che un ritorno non farà mai ritrovare le cose com'erano. Sono sempre stato circondato dagli amanti del viaggiare, ma pochissimi di loro sapevano trasmettermi questo: la voglia di non guardarsi dietro, del resto in pochi si accorgono che il viaggio è in ogni momento che passa. Nella maggior parte delle occasioni però, ho conosciuto chi ha saputo apprezzare l'essere un turista in visita e, per quel tipo di viaggiatore, non serve mettere in discussione niente.

Un sito personale, un punto di incontro e di raccolta nel tentativo di costruire un mio "internet", un mio portale web, rivolto principalmente a me.
Nel tempo le evoluzioni hanno portato al web nuove forme, le persone le hanno prese e fatte proprie, tuttavia il social, più di ogni altra forma di contatto e comunicazione on line, è riuscito a sorpassare tutto il resto.
Da tanti anni ho visto iniziare quell'approccio diverso che ha consentito a chiunque di trasformarsi da utente spettatore, e utilizzatore passivo, a protagonista del web, con quell'uso frenetico di qualsiasi spazio virtuale e, temo, in qualche modo personale, per riempire gli spazi di una socialità che in fondo è sempre mancata.
Quella battaglia alle solitudini fa parte di ogni momento della quotidianità e, forse, non possiamo che abituarci a farla diventare parte di noi e della nostra vita, con momenti fatti di incontri, di persone speciali, di condivisioni e ricerca di isolamento; quello che vogliamo in certi momenti ma che ci fa sempre più paura.
Ma in tutto questo le tecnologie, le ICT, a cosa servono, cosa c'entrano? Vogliono dire tanto, sia perché fanno da contorno ai nostri momenti, ai nostri desideri di specchiarci in qualcosa, sia perché sono diventati i mezzi per esserci, per esistere in questo tempo, piacevole, bello per qualcosa, le iillusioni che ci dà, ma brutto, sempre più brutto, per tanto altro. La beffa è che forse, con un po' di impegno, potremmo migliorarlo davvero..

fotocamera


Canada

Le montagne e le nuvole stanno sempre insieme, un po' dipingono il paesaggio più bello per le estati calde, quelle in cui la città diventa antipatica, scomoda, anche se con meno traffico.
Ma va sempre bene, basta che non ci sia il caldo e tanta, troppa gente. Mi chiedo però, perché cerchiamo sempre il conforto nella folla, qualsiasi essa sia? Perché, con tanti limiti, i nostri piccoli spazi, ci vanno bene anche in coincidenza di un degrado insopportabile?
Girando per le grandi città pui trovare cose bellissime, arte, musei, storia, archtetture.. Talmente belle che in ogni cartolina anche la peggiore città ci sembra un luogo bellissimo, peccato che le parti nelle fotografie non siano che una minima parte delle metropoli o, meglio, delle nuove città metropolitane, con tutta l'emarginazione che portano con sé.
La mia città ha proprio questo, una contraddizione che allinea il colore giallo dei neon, quello delle cartoline, al grigio delle periferie. Tutto, sempre, leggero e in qualche modo rassicurante, caotico ma tiepido.
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Negli ultimi anni, girando per i vicoli e le strade mi sto accorgendo che i colori sono diventati tanti, che le persone che si muovono sono cambiate, migliorate forse da un contatto involontario di culture diverse, tra chi cerca qualche speranza e opportunità e chi cerca, a volte deluso, di proseguire, di andare avanti. Tutti si incontrano senza vedersi, alcuni forse hanno anche paura nel rallentare o addirittura fermarsi. Su ogni cosa c'è qualcosa che ci traduce la realtà, prima era la tv, forse resiste, poi è diventato qualcosa di altro, che da solo ci spiega quello che non vediamo o che non vogliamo guardare da soli, per tanti motivi e per tante paure diverse: le nostre vite.